Diciamocelo, tanto qui non ci sente nessuno. Una bella fetta degli annunci che pubblico viene aperta da gente chiusa in bagno, col telefono in mano e cinque minuti da ammazzare. Magari è successo anche a voi! Nessuno me l’ha mai scritto nel modulo di contatto, per carità. Ma lo so io, lo sapete voi, e adesso lo dice pure la scienza.
Quanti siamo, là dentro
Nel 2025 un gruppo di medici del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston ha pubblicato su PLOS One uno studio proprio su questo. Hanno intervistato 125 adulti in attesa di una colonscopia, e due su tre hanno ammesso di usare lo smartphone sul water. Più di un terzo di loro ci restava oltre cinque minuti, contro il 7% di chi il telefono lo lasciava fuori.
E attenzione, gli intervistati avevano tutti più di 45 anni. Gente adulta, quella che la casa la compra o la vende. Gli autori sospettano che tra i più giovani quelli che lasciano il telefono fuori dalla porta siano una specie in via d’estinzione.
Del resto ormai si vive sul telefono. Secondo Audiweb nel 2025, ogni giorno, 35,4 milioni di italiani tra i 18 e i 74 anni hanno navigato da smartphone o tablet, mentre da computer si sono collegati in 9,8 milioni, quasi il 10% in meno dell’anno prima. Il computer lo accendiamo per lavoro. La casa la cerchiamo col pollice, sul divano, in pausa pranzo e, sì, anche lì.
Chi cerca casa: tanti messaggi, poca lettura
A chi cerca casa voglio bene, sia chiaro. Però devo togliermi un sassolino.
Dalle app dei portali basta un tocco per chiedere informazioni. Un tocco. E allora succede quello che vedo tutte le settimane: la sera si scorrono venti annunci, si guarda la prima foto e il prezzo, si manda “info” a dieci o quindici case. La descrizione? Letta a metà. La planimetria? Saltata. Il giorno dopo richiamo, e la persona dall’altra parte, gentilissima, non ha idea di quale casa sia la nostra. A volte la confonde con quella vista subito prima. A volte mi chiede se c’è il garage, che è scritto nella seconda riga, foto compresa.
Chi cerca così si stanca e si confonde, e quando arriva la casa giusta rischia di accorgersene tardi. Qualche dritta, allora.
Come non perdere opportunità
Leggete l’annuncio fino in fondo prima di scrivere, planimetria compresa. Sul telefono le foto col grandangolo fanno sembrare una sala da ballo anche il corridoio, mentre la pianta vi dice la verità. Non è una mia fissa: da un sondaggio che idealista ha condotto tra Italia, Spagna e Portogallo risulta che, dopo le foto, gli acquirenti considerano la planimetria la parte più utile di un annuncio.
Salvate le case che contattate e scriveteci due note accanto. Quando vi richiamano, sapete di cosa si parla.
E scrivete un messaggio vero. “È ancora disponibile?” a mezzanotte non porta da nessuna parte. Se dite chi siete, cosa cercate, se avete già sentito la banca e quando potreste passare, ricevete una risposta con un appuntamento dentro.
Poi muovetevi. Nel nostro archivio del 2026, su 26 proposte d’acquisto ricevute finora, la metà è arrivata entro 17 giorni dalla pubblicazione. Se vi piace qualcosa, non aspettate il weekend dopo. Le case che abbiamo in vendita le trovate qui, e se volete qualcuno che vi aiuti a fare una ricerca meno dispersiva c’è la pagina dedicata a chi vuole acquistare casa a Ravenna.
Vendere casa da privato: il telefono squilla, ma chi c’è dall’altra parte?
Adesso parlo a voi che avete una casa da vendere, e magari state pensando di fare da soli. Ci sta, è una scelta legittima. Però guardate la faccenda dal lato di cui vi ho appena parlato.
Mettete l’annuncio su un portale e il telefono comincia a suonare. Bellissimo, sembra. Poi vi accorgete che una parte di chi chiama ha letto male. Pensava ci fosse il giardino. Pensava che il prezzo fosse trattabile di trentamila euro. Pensava fosse al mare e invece è in città. E un’altra parte sono quelli che noi, tra colleghi, chiamiamo turisti immobiliari: il curioso che vuole vedere come vivono gli altri, il vicino che deve vendere la sua e viene a prendere le misure alla vostra, quello che un mutuo non l’ha mai chiesto e non ha idea se glielo darebbero.
Ogni visita a vuoto la pagate voi. Casa da mettere in ordine, il pomeriggio di permesso, sconosciuti che aprono gli armadi della camera. Dopo tre o quattro giri così arriva il pensiero peggiore: “forse la mia casa non piace”. Quando in realtà nessuno di quei visitatori era in condizione di comprarla.
Quante visite servono per vendere casa?
Me lo chiedono spesso, e la risposta onesta è: dipende da chi fai entrare. Venti visite di persone sbagliate valgono meno di due visite di persone giuste.
Il filtro comincia dall’annuncio. Prezzo realistico, planimetria, spese condominiali, classe energetica, zona scritta per bene: chi legge capisce cosa sta guardando, e chi non è interessato si ferma prima di chiamare. In più i portali lo premiano. Immobiliare.it spiega che un annuncio curato e completo sale nei risultati e riceve in media il 20% di contatti in più. Contatti, a quel punto, di gente che ha capito di che casa si parla.
Poi c’è il lavoro che l’app non fa. Prima che qualcuno entri in casa vostra, va sentito: cosa cerca davvero, se l’annuncio l’ha letto, se il budget torna, se deve prima vendere la sua, quando vuole comprare. Pochi minuti al telefono che vi risparmiano pomeriggi interi. È una delle parti meno visibili del nostro lavoro, e forse quella per cui i proprietari ci ringraziano di più a vendita chiusa.

Come lavoriamo noi, qui a Ravenna
Parto dal prezzo, perché un annuncio col prezzo sbagliato attira solo i curiosi o nessuno. Per questo facciamo una valutazione professionale con ValoreChiaro, basata sui prezzi realmente pagati nella vostra zona e non su quelli sperati negli altri annunci.
Poi prepariamo la casa per uscire sul mercato, e ci vuole il suo tempo: in media un paio di mesi tra documenti da controllare, fotografie, video, planimetria e testo. Ai proprietari sembra sempre tanto, lo capisco. Ma guardate cosa succede dopo. Dei 26 immobili che quest’anno hanno ricevuto una proposta, dieci l’hanno ricevuta al prezzo pubblicato, senza un euro di sconto. E metà delle proposte è arrivata entro 17 giorni dalla pubblicazione. Quando l’annuncio è onesto e il prezzo è giusto, a vedere la casa arriva chi la vuole comprare.
Non vi chiedo di fidarvi sulla parola. Tra le oltre 300 recensioni che trovate nella pagina dicono di noi ce n’è una che mi fa sempre sorridere: un proprietario racconta di aver provato a vendere per conto suo per mesi, per poi chiudere in fretta con noi.
Se state pensando di vendere casa a Ravenna, il primo passo può essere anche solo leggere la nostra guida gratuita per vendere casa, con calma. Magari non in bagno.
Prima di alzarvi
Una nota seria, per correttezza. Lo stesso studio ha trovato che chi usa il telefono sul water ha un rischio di emorroidi più alto del 46%, anche a parità di età, peso, attività fisica e alimentazione. È un’associazione e la causa non è dimostrata. La gastroenterologa Trisha Pasricha, prima autrice, pensa che il problema sia il troppo tempo passato seduti.
Quindi salvate l’annuncio, alzatevi, e se volete parlare della vostra casa chiamateci da una sedia normale. Vi rispondo io, o qualcuno della squadra che conosce Ravenna strada per strada.
