Che cos’è l’usufrutto? La guida di Sognando Casa

Carlo Romolo spiega a un cliente come si vende una casa

Hai sentito parlare e sai cos’è l’usufrutto? Si tratta di è un diritto reale che potrebbe permetterti di utilizzare un immobile per il resto della tua vita, vendendo o cedendo le “mura” (ovvero la nuda proprietà) a un altro soccetto. L’usufruttuario potra utilizzare l’immobile di proprietà del nudo proprietario, disporne e gestirlo in pieno, locarlo e viverci fino alla scadenza del diritto. Si un istituto molto utilizzato, soprattutto in ambito immobiliare e può costituirsi in diverse modalità. Ti spiegheremo cos’è l’usufrutto, come funziona, quali sono i diritti e gli obblighi dell’usufruttuario e in quali caso può essere utilizzato.

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Cos’è l’usufrutto e come si costituisce

Secondo l’articolo 981 del codice civile L’usufrutto è definito come il diritto di godere dei frutti della cosa altrui, con l’obbligo di conservarlo. L’usufruttuario può utilizzare il bene, per esempio abitandolo o affittandolo e percepirne i frutti, come esempio i canoni di locazione o prodotti agricoli. Il bene non può essere dall’usufruttuaro venduto, utilizzato come garanzia, donato o trasmesso in eredità. L’usufruttuario deve inoltre rispettare la destinazione del bene, cioè non può modificarne la funzione o la qualità. Resta a carico dell’usufruttuaro la manutenzione ordinaria del bene, mentre quella straordinaria spetta al nudo proprietario. L’usufruttuario sarà custode del bene e dovra mantenerlo e gestirlo al meglio, senza mandarlo in malora.

L’usufrutto può avere ad oggetto beni mobili o immobili, materiali o immateriali. Noi ci concentreremo specificatamente nell’usufrutto relativo ai beni immobili.

Come nasce l’usufrutto

L’usufrutto può costituirsi in diversi modi:

  • per legge, quando è previsto da una norma a favore di determinati soggetti, come i genitori sui beni dei figli minori o il coniuge superstite sulla quota disponibile dell’altro coniuge;
  • per testamento, quando è disposto dal testatore a favore di un erede o di un legatario;
  • per donazione, quando è concesso dal donante al donatario o a un terzo;
  • per contratto, quando è stipulato tra due o più parti;
  • per usucapione, quando si acquista per il possesso continuato e ininterrotto per vent’anni;
  • per destinazione del padre di famiglia, quando si attribuisce l’usufrutto di un bene a un familiare o a un domestico.

Quanto dura l’usufrutto e come si estingue

L’usufrutto è un diritto che ha una scadenza. Può avere una scadenza precisa, o scadere al verificarsi di un evento, ma che in ogni caso non può superare la vita dell’usufruttuario, se si tratta di una persona fisica, o i trent’anni, se si tratta di una persona giuridica. Si estinguerà alla scadenza dei termini, al decesso dell’usufruttuario, o nel caso in cui l’usufruttuario acquisisca anche la nuda proprietà, diventando pieno proprietario. Si estingue anche in caso di perdita o distruzionedel bene, per rinuncia da parte dell’usufruttuario, per la cessazione dell’uso o del godimento per più di vent’anni, per l’abuso o il cattivo uso del bene da parte dell’usufruttuario.

In quali occasioni su utilizza l’usufrutto

Solitamente l’usufrutto è utilizzado da genitori che intestano la nuda proprietà a un figlio o a un futuro erede mantenendola a propria disposizione durante la loro vita. Si può valutare di vendere solo la nuda proprietà di un immobile (per esigenze di liquidità) mantenendo l’usufrutto. Mentre l’usufrutto non può essere venduto, la nuda proprietà può essere liberamente commerciata. Il valore della nuda proprietà varia in base all’età dell’usufruttuario o alla scadenza dell’usufrutto.

Scopri qua le tabelle e le modalità di calcolo

Usufrutto, uso e abitazione: le differenze

L’usufrutto non va confuso con altri diritti reali di godimento, come l’uso e l’abitazione, che sono più limitati e meno trasferibili. L’uso è il diritto di servirsi della cosa altrui per le proprie esigenze personali e di quelle della sua famiglia, senza poterla dare in locazione o in comodato, né trarne i frutti. L’abitazione è il diritto di abitare la casa altrui con la propria famiglia, senza poterla concedere ad altri. Tutti questi diritti sono inalienabili e non si estendono agli eredi. Il diritto di uso e abitazione si estinguono per il matrimonio dell’avente diritto se sono stati costituiti a favore di una persona non coniugata.

Il diritto di USO e ABITAZIONE sono utilizzati in fase di successione, dove in fase testamentaria il de cuius potrebbe lasciare la possibilità di vivere l’immobile a tempo indeterminato o fino a un avvenimento preciso (la maggiore età, l’indipendenza economica, la fine di un percorso di studi). Altro caso è quello di una separazione dove l’immobile resta a uno dei coniugi, solitamente quello affidatario dei figli, fino alla loro maggiore età.

Conclusioni

Alla fine di questo percorso dovrebbe essere chiaro cos’è l’usufrutto: è un diritto reale di godimento che consente di fruire di un bene altrui e di trarne i frutti, senza poterne disporre in maniera definitiva. Si tratta di un istituto giuridico molto diffuso, soprattutto in ambito immobiliare, che può avere diverse modalità di costituzione, durata e estinzione. L’usufrutto si distingue da altri diritti reali di godimento, come l’uso e l’abitazione, che sono più limitati e meno trasferibili. L’usufrutto comporta diritti e obblighi sia per l’usufruttuario che per il nudo proprietario, che devono rispettare la sostanza e la destinazione economica del bene.

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